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LA TORREMAGGIORESE

STORIA

STORIA DELL'ASSOCIAZIONE

L’ Associazione Sportiva Dilettantistica

 LA TORREMAGGIORESE

L’ Associazione Sportiva Dilettantistica “LA TORREMAGGIORESE” viene costituita il 6 Settembre 2006 a Torremaggiore, in via Marsala 196, presso lo Studio Commerciale del Dottor Oreste Pettinicchio, da un gruppo di amici, che spinti da comuni ideali vogliono contribuire con lo sport a migliorare la vivibilità dei ragazzi in questa città. La sede sociale dell’ Associazione è in Corso Matteotti 295 presso lo studio Legale Trematore. Lo scopo di aggregare le persone, animare il loro tempo libero vuole essere raggiunto tenendo alta la tensione educativa ed offrendo esperienze di senso, importanti per la vita degli aderenti sia essi atleti e dirigenti.

Lo spirito Associativo, in particolare, si esprime con differenti prospettive:

 

EDUCARE AL VALORE DELLA VITA

E’ importante aiutare le persone a valorizzare la vita nell’intera gamma delle sue dimensioni: fisica, intellettuale, morale, spirituale, sociale. Non si può privilegiare uno di questi aspetti a scapito degli altri. Occorrerà, pertanto, evitare le assolutizzazioni, come l’enfatizzare il mito dell’apparire, dell’immagine “sani, forti e belli”, emarginando così l’essere persona in continua maturazione.

 

EDUCARE AL TEMPO LIBERO ED AL DIRITTO ALLO SPORT

Una grande sfida per chi vuole promuovere un’azione educativo-sportiva è la riscoperta del tempo libero come valore da vivere nella quotidianità e non tanto come spazio di tempo “incanalato” da vivere solamente qualche ora alla settimana.

 

EDUCARE AL DIVERTIMENTO, AL PIACERE ED ALLA FESTA

ll piacere, inteso come la gioia della festa, è una dimensione della vita umana che spesso l’educazione ha trascurato come non degna di attenzione, vedendola anzi con sospetto. Piacere, divertimento, evasione, festa non devono necessariamente avere sottolineare che lo sport non è un dovere ma un diritto, per consentire tutele sanitarie adeguate e provvedimenti che aiutino la tutela della salute in grado di svolgere una seria funzione preventiva, ecc…

 

EDUCARE ALLA RESPONSABILITA’

Tutti ci educhiamo ma a nostra volta siamo, volendo o non volendo, educatori di altre persone.

Le squadre dei più piccoli in un Gruppo Sportivo guardano le squadre più grandi che devono avere un ruolo di testimonianza di comportamento e di modo di intendere lo sport. I più grandi dello sport dovrebbero avere un ruolo di immagine positiva per i piccoli, che spesso, purtroppo, passa in secondo piano dietro ad aspetti di divismo che stanno minando la voglia di sport sana ed educativa.

Anche l’attenzione alle strutture che ci sono messe a disposizione deve essere un fatto di responsabilità che atleti e dirigenti devono perseguire, sottolineando sia il rispetto per le cose, frutto del lavoro delle persone, sia l’attenzione all’evitare sprechi.

 

EDUCARE A DIVENTARE GRUPPO, COMUNITA’

Anche se non possiamo affermare che ogni squadra sportiva è di per se stessa un gruppo, possiamo però dire che ogni squadra dovrebbe diventare un gruppo. Infatti, senza una positiva esperienza di gruppo, l’atleta (più o meno giovane che sia) trova più difficile crescere come persona. C’è in ognuno infatti un forte “bisogno di gruppo”. Ma cosa offre il gruppo di così irrinunciabile? In primo luogo il gruppo accoglie la persona e la aiuta a guardarsi così come è. Poi la aiuta a misurarsi con i suoi sogni e sulle cose che vorrebbe fare. Questa sollecitazione a confrontarsi, anche duramente, con gli ideali in cui crede ed a misurarsi con la differenza che c’è tra l’ideale ed il reale aiuta ciascuno a prendere coscienza delle fatiche del proprio cammino. Aiuta i singoli a progettarsi canalizzando le energie personali verso obiettivi concreti. Il gruppo favorisce la crescita comunitaria, personifica i valori. “Fare branco” è tutto sommato più facile; il gruppo invece ti mette in cammino verso gli altri.

Anche la conoscenza reciproca all’interno della comunità parrocchiale deve essere un obiettivo perseguito.

 

EDUCARE ALLA CORPOREITA’, ALLA BELLEZZA ED ALLA SALUTE

L’attenzione alla corporeità manifesta in modo concreto il grande rispetto che si deve avere per il valore della vita e del proprio corpo, che ci è stato donato. Non mancano tuttavia rischi e deviazioni. L’attenzione al corpo, alla sua efficienza ed al suo aspetto, quando viene ridotto a “cosa”, può cadere in una forma ambigua di narcisismo. Pertanto lo sport può costruire una occasione privilegiata di promozione di tutta la persona quando ne rispetta i limiti, le età e i tempi di crescita. Avere una buona forma fisica e stare bene di salute è una preoccupazione buona e giusta (ed importante anche in termini di prevenzione), ma in realtà il benessere fisico è solo un mezzo che deve avere come obiettivo la salute della persona intera (mentale, psichica e spirituale).

 

EDUCARE ALL’AGONISMO, ALLA VITTORIA ED ALLA SCONFITTA

L’agonismo è connesso all’esperienza sportiva perché appartiene alla natura umana. Pertanto è da rifiutarsi ogni demonizzazione della tensione agonistica. Si tratta, piuttosto, di educare all'agonismo. Imparare a perdere senza considerarsi "perdenti" e vincere senza considerarsi “super” è un traguardo ambito di ogni progetto educativo. Umano è vincere ed umano è perdere ma la vera sfida sta nel saper vivere con dignità di comportamento l’uno e l’altro momento. E’ una qualità che non si improvvisa ma che passa attraverso un serio e continuo allenamento educativo. Il concetto di competizione (legato al gioco) deve essere ben distante da quello di rivalità (legato all’agonismo sfrenato)!

 

EDUCARE ALLA TRASCENDENZA

L’attività sportiva, ben condotta, è capace di sviluppare la irrinunciabile dimensione spirituale di ogni persona: quando si è raggiunto il risultato, quando è migliorato il proprio bagaglio tecnico-atletico, quando il gruppo comincia a funzionare,… allora sempre si avverte il desiderio di andare oltre. I momenti di sport ci portano a conoscere nello stesso tempo i confini ed i limiti della nostra esperienza umana e l’insopprimibile volontà di superarli. C’è un oltre delle prestazioni che rivela e segnala l’oltre del cuore e della mente: la sete di conoscere e amare all’infinito, di esprimersi oltre se stesso e consegnarsi a Chi sta sopra.

Educare ed educarsi nel Gruppo Sportivo è possibile, arduo e bello alla luce di una continua tensione “trascendentale”, così come S. Agostino ha splendidamente sintetizzato: “Signore, tu ci hai fatto per Te ed il nostro cuore non ha pace finchè non riposa in Te”.


 Visti i principi ispiratori “La Torremaggiorese” aderisce al progetto dell’ Ente di Promozione Sportivo “Centro Sportivo Italiano”. Il CSIinfattiprevede un'articolazione della proposta sportivanel rispetto delle età e dei bisogni di ciascun atleta, permettendogli in tal modo di scoprire il meglio di sé, di imparare a conoscere il proprio corpo, a valorizzarlo, a stimarlo.Anche l’aderire con forza ed impegno al progetto educativo sportivo del Centro Sportivo Italiano (CSI), struttura che guarda sia il territorio sia una presenza forte nel panorama sportivo nazionale, è un voler sottolineare la nostra appartenenza alla “storia del mondo”.

 

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